Medico, Master in Promozione della Salute ed Educazione Sanitaria, Perfezionamento in antropologia medica transculturale.
La mia formazione e storia professionale si presenta in qualche modo "anomala" rispetto a quella medica classica perché risulta caratterizzata - anche affettivamente - da componenti di promozione della salute, di antropologia medica, di counseling motivazionale, di epidemiologia, di agopuntura, di medicina legale, ma anche di bullismo ed educazione tra pari, tabacco e stili di vita. In questa pagine vorrei dunque proporre alcune idee che aiutano a raccogliere in sé i molti aspetti che si accompagnano alla scienza medica troppo spesso identificata nei soli processi di guarigione dalla malattia dimenticando invece la salute e la cura che riportano in primo piano chi dalla malattia è affetto e danno pieno compimento al ruolo del medico.
Salute, malattia, cura e benessere non possono prescindere dalla dimensione relazionale, nella quale l'informazione e la presa in carico efficaci del malato sono radicati in un incontro tra esseri umani. Si cura un corpo abitato e non un insieme di organi malati. Curante e paziente non possono non interagire e il curante diventa non solo colui che cura, ma colui che si prende cura in un'ottica non soltanto strettamente sanitaria, ma di SALUTE.
Mi piace considerare a questo proposito l'immagine di Henry Matisse, che nell'Icaro, produzione dei suoi ultimi anni, quando era già costretto in una carrozzella, vuole esprimere il grido sfuggente dell'uomo che soffre l'attesa, il presagio di un bene che manca ma di cui ha infinitamente bisogno.
La salute è un obiettivo verso cui tendere in cui la componente socio-relazionale diventa fondamentale se non per la guarigione per lo meno per la cura e per il passaggio dalla compliance terapeutica all'empowerment, verso un ruolo cioè sempre più integrato tra il curante e il paziente sofferente.
Anche la prevenzione, e ancora di più la promozione della salute (cioè il processo che permette agli individui di controllare la propria salute e di migliorarla) si muove su questi binari e diventa multiprofessionale, multidisciplinare e multisettoriale e mette al primo piano chi vuole mantenere o raggiungere la salute come co-esperto rispetto alla propria esperienza nel percorso da seguire (naturalmente facendo salva la necessità di ricorrere e relazionarsi a figure maggiormente specialistiche nelle condizioni di patologia conclamata).
Tutto ciò per evitare che anche oggi possa considerarsi vero ciò che Voltaire sosteneva e cioè che:
"I dottori sono uomini che ordinano medicine di cui sanno poco, per curare malattie di cui sanno meno ancora, in esseri umani di cui non sanno nulla." François Voltaire
Immagini tratte dal sito www.settemuse.it




Perchè un messaggio comunicativo raggiunga l'interlocutore, perchè un'informazione venga compresa con il minimo di distorsione, perchè un interlocutore ascolti quello che vogliamo dire, perchè un gruppo presti attenzione alle nostre parole è necessario che contenuto e forma della comunicazione siano integrati correttamttamente, possiamo dire possiedano un format efficace.