Sociologa. Docente di Politiche Sociali e di Sociologia della Salute. Master in Valutazione dei Servizi Socio Sanitari.
La mia esperienza professionale nasce da una passione scoperta casualmente in età giovanile: la sociologia.
Faccio il "sociologo" ormai da anni eppure, ancora oggi, ci sono persone che timidamente mi chiedono: "ma un sociologo in pratica cosa fa?".
Gran bella domanda! Come si può rispondere a un quesito così importante pur nella sua apparente semplicità?
Prendo in prestito le parole di Zigmunt Bauman per dare qualche piccolo indizio sulla mia professione … "fare sociologia e scrivere di sociologia mira a scoprire la possibilità di vivere insieme in modo diverso, con meno miseria o senza miseria, una possibilità quotidianamente disattesa, ignorata o ritenuta inesistente. Il non vedere, non cercare e dunque sopprimere tale possibilità è parte integrante della miseria umana e causa primaria del suo perpetuarsi".
Secondo una tipica definizione da manuale la sociologia è lo studio della vita sociale delle persone e, quindi, ha un campo d'azione davvero molto vasto e complesso.
Per semplificare una questione che da sempre rappresenta lo zoccolo duro della disciplina è forse il caso di parlare di ciò di cui mi occupo.
Gli ambiti lavorativi a cui sono più legata affettivamente riguardano la Promozione della Salute e le Politiche Sociali. Quest'ultime, in particolare, mi richiamano alla memoria un periodo molto intenso e pieno di bei ricordi. Insegnare all'Università come professore a contratto ti permette di focalizzarti esclusivamente sulla risorsa "studenti" e di investire totalmente il tuo tempo nella loro formazione professionale. Mi auguro che molti di quei ragazzi siano oggi Assistenti Sociali competenti e capaci di operare non su casi o utenti, ma su persone reali.
La Promozione della Salute (PdS) è l'altro settore di mio interesse. Sono circa dieci anni che lavoro in questo campo e di acqua sotto i ponti ne ho vista passare diversa. Credo che molto possa e debba essere ancora fatto per promuovere la salute e rendere gli individui capaci di intervenire e migliorare le proprie condizioni e stili di vita. Tuttavia, nel corso di questo decennio, qualcosa nel mio piccolo ritengo di averla compiuta. In collaborazione con l'Ufficio Promozione della Salute (in origine "Educazione Sanitaria") dell'Azienda Sanitaria di Ancona abbiamo realizzato diversi progetti rivolti alla popolazione in generale e a quella giovanile in modo particolare su stili di vita, educazione sessuale, prevenzione di alcol, tabacco e sostanze psicotrope, incidenti domestici, abitudini alimentari, ecc.
Inoltre, come libera professionista, mi sono interessata e continuo ad interessarmi di bullismo, anziani, colloquio motivazionale e peer education.
New entry… La ricerca valutativa!
È da diverso tempo che sentivo l'esigenza sempre più impellente di avere strumenti più adeguati e competenze più ampie sulla valutazione e così ho deciso di riprendere gli studi e frequentare un Master che mi permettesse di soddisfare questa mia necessità. Fare valutazione non è cosa per nulla semplice, anzi, spesso il lavoro è davvero "faticoso", però se la ricerca ha precisi obbiettivi e gli strumenti di valutazione prescelti sono adeguati (e non alla moda) i risultati raggiungibili possono essere davvero soddisfacenti nell'ottica del miglioramento. Da gennaio 2008 ho iniziato uno stage presso il Centro Studi Paracelsus dell'Università degli Studi di Ferrara che mi ha permesso di entrare subito nel vivo della questione collaborando ad un progetto di ricerca valutativa in funzione dell'accreditamento istituzionale. L'iniziativa è ancora "in progress", ma dal mio punto di vista promette molto bene!
Vorrei chiudere questa pagina condividendo alcune piccole cose del mio vivere quotidiano e libero dal lavoro.
Inizio con il viaggiare che adoro e che faccio non appena possibile, ma sempre troppo poco rispetto al mio volere. Per me il "viaggio" è andare ogni volta verso il nuovo ed il diverso, un mettermi alla prova nell'incontro con altre culture e gastronomie. Imparare a gustare il cibo di altri popoli, infatti, significa entrare nel cuore del loro mondo e comprendere cosa ci rende simili e cosa diversi.
Ovviamente il rosso.




Perchè un messaggio comunicativo raggiunga l'interlocutore, perchè un'informazione venga compresa con il minimo di distorsione, perchè un interlocutore ascolti quello che vogliamo dire, perchè un gruppo presti attenzione alle nostre parole è necessario che contenuto e forma della comunicazione siano integrati correttamttamente, possiamo dire possiedano un format efficace.