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Nessun complotto. E’ difficile per i media dare notizie sull’E-CAT
Pubblicato da Mauro Serio in Media • 15/07/2011 13.17.44
Antefatto
Il 14 gennaio 2011 viene presentato l’E-Cat di Andrea Rossi e Sergio Focardi. Le misurazione dei fisici rilevano energia in quantità, forse siamo alla fusione fredda (più correttamente denominata LERN, reazioni nucleari a bassa energia).
Il 29 marzo 2011 viene ripetuto l’esperimento in Svezia, si conferma che la possibilità di trovarsi di fronte ad un nuovo fenomeno di fusione a bassa energia esiste.
Se visualizziamo tutti gli articoli pubblicati su La Stampa Ambiente, http://www3.lastampa.it/ambiente/sezioni/news/ troviamo 306 articoli, molti dei quali si occupano delle innovazioni relative alle energie rinnovabili o alle nuove fonti di energia. Non ho trovato un articolo che parlasse delle ricerche sulle reazioni nucleari a bassa energia, o sugli esperimenti effettuati da Focardi e Rossi. Certamente ancora si attende il lavoro di ricerca che verrà effettuato dal Dipartimento di Fisica di Bologna sull’E-CAT per misurare in modo incontrovertibile la produzione di energia dello stesso, le cui relazioni sono previste per il prossimo anno, e sino alla realizzazione di quanto promesso da Rossi, una prima mini centrale da 1 MW che dovrà essere prodotta in Grecia dalla ditta Defkalin prevista per la fine di quest’anno, rimangono ancora tante questioni da chiarire e la comunità scientifica non può esprimersi definitivamente fintanto che non sarà permesso di esaminare completamente l’E-CAT, ancora in attesa di approvazione del brevetto internazionale, e quindi protetto da segreto industriale. Ma che questo non sia una notizia interessante per i lettori, appare davvero incomprensibile, anche leggendo alcuni articoli apparsi sulla stampa dove non sembra sia necessario che esista la certezza scientifica o la prova del successo commerciale prima di informare di ricerche, ritrovati, invenzioni a volte alquanto improbabili, come la lavatrice a pedali.
La Stampa – Ambiente
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Non credo esista alcun complotto, come spesso alcuni accusano, ma esiste sicuramente un meccanismo di selezione delle notizie da dare che indubbiamente è interessante studiare e capire. Interessante verificare che l’ANSA non ha pubblicato alcuna notizia in merito, eppure alcuni quotidiani lo hanno fatto.
Il Fatto Quotidiano : 22/04/2011 Nucleare da tavolo
La Repubblica: 15/07/2011 Fusione nucleare a freddo "A Bologna ci siamo riusciti"
Mentre su internet è possibile trovare già molte notizie in merito, sembra che i media tradizionali siano più lenti ad accettare di inserire certe notizie che non posso essere catalogate nelle notizie “strano ma vero” o “impossibile ma divertente”, e neppure in quelle “ufficiali”. Sembra che la notizia dell’E-CAT si collochi in uno spazio intermedio, ambiguo, che non si riesce a manipolare con sicurezza. Ma quali aspetti potrebbero influenzare la difficoltà di pubblicare tali notizie? Proviamo a fare qualche ipotesi.
1) Verifica di attendibilità. Il processo alla base dell’E-CAT, se fosse verificato il suo funzionamento, non è compreso nelle conoscenze attuali di fisica e chimica. Esistono delle ipotesi scientifiche, ma non esiste ancora alcuna teoria che lo possa spiegare. Un giornalista che raccoglie informazioni in modo veloce e senza troppo approfondire potrebbe facilmente incappare in un consulente scientifico che con poche parole gli spiegherebbe che si tratta solo di sogni, di bufale o nel peggiore dei casi di una truffa.
2) Rischi. Se l’E-CAT funzionasse veramente, sarebbe una rivoluzione scientifica e tecnologica dalle conseguenze enormi. Per prima cosa metterebbe a rischio milioni di dollari investiti nella ricerca sulla Fusione Calda. Prima di mettersi in contrasto con enormi interessi economici coinvolti, e con il gota della ricerca scientifica che da anni spara ad alzo zero contro la cosiddetta fusione fredda, ogni giornalista sarà quantomeno molto prudente. Meglio aspettare che la cosa si riveli una bufala oppure vera. Nel primo caso ha fatto bene a non parlarne, nel secondo caso arriverà a dare la notizia insieme a tutti gli altri, senza assumersi nessun rischio.
3) Pubblicabilità. O si esce con un articolo di richiamo, tipo la nuova energia che cambierà il mondo, e in questo caso si ritorna al discorso dei rischi prima menzionato, oppure un articolo prudente, pieno di forse e di attendiamo le verifiche, avrebbe pochissimo impatto. Per cui meglio non scriverlo affatto. Interessa la notizia, e questa deve essere di richiamo, che all’informazione ci pensino le pubblicazioni specializzate oppure lasciamo fare ad internet.
Quindi nessun complotto, solo meccanismi sociali all’opera che potrebbero anche contribuire a spiegare perché i media tradizionali continuino a perdere terreno nei confronti di internet.


Quando la realtà appare impossibile
Pubblicato da Mauro Serio in Media • 07/07/2011 13.30.57
Le ricerche relative al LERN sono snobbate dai media, dai finanziatori pubblici, ma potrebbero diventare una vera rivoluzione sociale.
Dire, fare e prevaricare: introduzione 1
Pubblicato da Mauro Serio, Pierpaola Pierucci in Bullismo • 20/09/2010 10.30.40
In questa fase di bullismo non si sente più parlare sui media, forse l'emergenza è stata superata. Sicuramente sì, ovvero è stata superata, o meglio abolita, l'emergenza mediatica, il bullismo non fa o non deve più fare notizia. Le emergenze nascono e muoiono sui media, come quella dei rifiuti, della delinquenza, dell'immigrazione. Ma periodicamente ritornano .. aspettiamo il ritorno anche del bullismo.
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Pubblicato da Mauro in Riflessioni • 29/01/2010 12.35.30
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Media, pubblicità e potere
Pubblicato da Mauro in Media • 08/01/2010 13.26.32
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Pubblicato da Mauro in Riflessioni • 07/01/2010 18.02.34
Downshifting e qualità della vita. Per chi si occupa di promozione della salute, e di evoluzione degli stili di vita, è un argomento molto forte e interessante.