La distinzione tra contenuto e struttura è ritenuta, credo a ragione, l'elemento fondamentale di base per comprendere la PNL. In effetti viene utilizzato il termine struttura, ma molto spesso ci si riferisce alla struttura di un processo, più che alla struttura intesa come elemento statico. Struttura vuole identificare un aspetto della realtà che “sostiene” il “contenuto”. Apparentemente è una distinzione semplice e intuitiva, e tutti noi abbiamo buone ragioni per pensare che la comprendiamo, in effetti non sempre le cose stanno in questo modo.
Bateson ha approfondito la questione in modo ampio, affascinante, a volte imprevedibile. La chiamava “la struttura che connette”, ed era alla ricerca, per esempio, di quegli aspetti che connettevano il sasso con la nostra mano e con il cane che ci sta di fronte (e magari ringhia minaccioso). La cosa già appare meno chiara, in effetti.
Prendiamo la polvere da sparo, quella per fare i fuochi artificiali, non tanto quella usata per scopi orribili. A chi non piacciono i fuochi d'artificio? Forse solamente a chi non ha potuto essere bambino. Ruggero Bacone nel 1245 descrive la composizione della polvere da sparo (13% polvere di carbone, 75% salnitro, 12% di zolfo); che si ritiene sia stata scoperta dai Cinesi e importata in Europa con l'invasione degli Unni. Bacone era un alchimista, e per come la pensiamo oggi molto più vicino ad un mago o ciarlatano che a un chimico. Penso che esistano buone probabilità che gli psicologi, con tutte le loro diverse scuole di pensiero, compreso la PNL, in futuro possano essere considerati in modo simile a come noi oggi consideriamo gli alchimisti. Comunque, tornando ai nostri fuochi di artificio, i cinesi e Bacone avevano una visione piuttosto limitata della struttura che sostiene l'esplosione di quella polvere particolare. Il fuoco di artificio è il contenuto, luminoso, rumoroso, colorato. La composizione della polvere da sparo è una parte della struttura che sostiene il fuoco di artificio. Fisici e chimici conoscono una struttura molto più profonda in relazione a quanto succede quando diamo fuoco alla miccia di un fuoco di artificio per festeggiare capodanno.
Quando assistiamo ad una lezione, ad un convegno o ad un comizio di una persona che ci appare preparata, intelligente, affascinante e rimaniamo colpiti da quanto ci racconta, naturalmente pensiamo che questo accade perché è una persona affascinante e dice cose interessanti. Questo è il contenuto.
Qual'è la struttura che sostiene quel contenuto?
Di quali elementi è composto quel suo “essere affascinante”, e quali sono gli elementi che rendono quello che dice “interessante” per noi?
Esiste davvero una struttura che sostiene quel contenuto?
Le persone che hanno sviluppato la PNL sono convinte che una struttura esiste, ed è analoga a quella della polvere da sparo, anche se forse molto più complessa. Come quella è composta da elementi che singolarmente non producono quell'effetto, ma se combinati nelle giuste dosi e con un giusto processo possono produrre quel risultato. La ricerca quindi si è sviluppata nel cercare di individuare quegli elementi, salnitro, zolfo, carbone, e di combinarli assieme in modo dinamico. Soffermarsi sulle parole pronunciate dall'oratore, sui suoi gesti, sul suo tono di voce significa prestare attenzione al contenuto. Sarebbe come soffermarsi sul rumore del fuoco d'artificio, sul suo colore o sulla forma luminosa che produce. Soffermarsi su questi aspetti di contenuto non potrà mai farci arrivare a costruire un fuoco d'artificio. La nostra difficoltà a studiare la struttura è data dal fatto che questa non è intuitiva, spesso è nascosta dal contenuto e molto probabilmente non possediamo ancora tutti gli strumenti adatti per comprenderla.
E' affascinante il percorso del linguista Noam Chomsky che in un suo saggio del 1968 già intuiva che i linguisti si erano cacciati in un vicolo cieco: continuando a studiare le regole del linguaggio si ostinavano a occuparsi del contenuto, i diversi linguaggi, e in questo modo non sarebbero mai arrivati a comprendere davvero il linguaggio e come può essere appreso, generato e compreso. Era necessario cambiare il focus della riflessione e della ricerca cominciando ad occuparsi della struttura che sostiene il contenuto, <<dobbiamo isolare e studiare il sistema della competenza linguistica che sta alla base del comportamento, ma che non è realizzato in maniera diretta ed elementare nel comportamento. Questo sistema della competenza linguistica è qualitativamente differente da tutto ciò che può essere descritto mediante i metodi tassonomici della linguistica strutturale..>> Leggendo le riflessioni di Chomsky sul linguaggio, la nostra intuitiva certezza di saper distinguere la struttura dal contenuto subisce un repentino crollo.
Certamente, se si vuole approfondire la PNL, la prima cosa da imparare è che quello che percepiscono i nostri sensi è “contenuto”, mentre la PNL si vuole occupare e si occupa della “struttura”. “La struttura dell'esperienza soggettiva”, appunto. Come è fatta e come funziona questa struttura? Su questo molto si è compreso, ma moltissimo ancora non si conosce, capisce e forse neppure intuisce: c'è ancora tanto lavoro e tanta ricerca da fare.
Noam Chomsky (2010), Il linguaggio e la mente, Bollati Boringhieri




Perchè un messaggio comunicativo raggiunga l'interlocutore, perchè un'informazione venga compresa con il minimo di distorsione, perchè un interlocutore ascolti quello che vogliamo dire, perchè un gruppo presti attenzione alle nostre parole è necessario che contenuto e forma della comunicazione siano integrati correttamttamente, possiamo dire possiedano un format efficace.