La PNL di ultima generazione da molta importanza alla totalità del “sistema personaâ€: mente – corpo - ambiente, ed utilizza la metafora delle “tre mentiâ€. (Spesso si confonde una metafora per una teoria o un modello scientifico, ma è anche vero che molti parlano delle teorie scientifiche come di metafore.)
La mente cognitiva, che si occupa di gestire ed elaborare gli aspetti cognitivi come il linguaggio, la logica, la memoria, ecc.
La mente somatica, che è più antica e gestisce i processi legati alla sopravvivenza e alle emozioni di base.
La mente di campo, che riguarda principalmente il nostro essere fondamentalmente sociali e il nostro utilizzare la conoscenza sociale, di gruppo, di partecipare alla sua evoluzione, di interagire costantemente con questa.
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Molti studi della PNL di ultima generazione riguardano gli aspetti di:
Centratura: in che modo possiamo entrare in contatto con le “tre menti†e farle interagire tra loro.
Allineamento: come possiamo rendere coerenti i nostri valori, gli scopi che riteniamo fondamentali per la nostra vita, le nostre convinzioni, i nostri comportamenti in modo tale da rendere chiara e specifica la nostra identità e la direzione della nostra vita.
Diffusione delle risorse: in che modo possiamo utilizzare le risorse delle tre menti e diffondere da una all'altra le rispettive risorse, e in che modo possiamo utilizzare le risorse che sono risultate efficaci in un contesto in altri contesti strutturalmente analoghi.
Da questo nasce un orientamento alla ricerca dell'equilibrio, inteso fondamentalmente come allineamento e centratura, che più correttamente potremmo definire qualità della vita.
Questa metafora delle tre menti e della centratura – allineamento – diffusione, deve fare i conti con una importante teoria (metafora) evoluzione della “teoria del caosâ€: la “teoria della complessità â€. Ci sono alcuni principi base nella teoria:
Non linearità : molti fenomeni naturali, e anche sociali, che riguardano i sistemi complessi non sono assolutamente prevedibili in quanto un piccolo cambiamento locale in una parte del sistema si diffonde e amplifica in tutto il sistema. Per rappresentare questo principio si usa spesso la metafora (ancora metafore) della farfalla: una farfalla sbatte le ali a Tokio e scoppia un uragano a New York. Per cercare un esempio sociale, che non sia la solita metafora della globalizzazione o della finanza, possiamo pensare a come si sono generate ed evolute le rivolte nei paesi del Nord Africa. La non linearità presuppone l'impossibilità di prevedere nello specifico l'evoluzione dei fenomeni.
Comportamento emergente: in un sistema complesso, in determinate condizioni, emergono comportamenti del sistema imprevedibili, non identificabili dalla somma dei comportamenti delle singole parti del sistema. Tali comportamenti sono generati dal sistema nel suo complesso. E non da una o più parti del sistema.
Caos: un sistema con interazioni tra le parti definite da leggi lineari, nell'interazione tra più parti si comporta in modo imprevedibile, caotico appunto. Questo fatto era già stato evidenziato alla fine dell'ottocento dagli studi di  Henri Poincaré. Le equazioni matematiche utilizzate per descrivere le interazioni tra due pianeti potevano raccontare con precisione l'evoluzione del sistema, ma era sufficiente inserire un terzo pianeta per rendere l'evoluzione del sistema non più prevedibile. Appunto caotica.
Margine del caos: infine gli studi sui sistemi complessi viventi ha evidenziato che la loro caratteristica di essere adattativi , cioè di essere in grado di modificare il loro comportamento per adeguarlo alle mutate condizioni ambientali, è direttamente correlata alla loro tendenza, e capacità , di collocarsi e mantenersi in un'area particolare tra i due limiti della stabilità (il comportamento e le reazioni del sistema sono stabili e prevedibili) e del caos (il comportamento del sistema e totalmente caotico e imprevedibile). Un sistema troppo vicino al limite della stabilità tende a morire per incapacità di generare nuovi comportamenti, troppo vicino al caos tende a disintegrarsi.
Noi siamo abituati a pensare all'equilibrio immaginando sistemi lineari: all'equilibrio nell'andare in bicicletta o nel mantenere un oggetto sulla mano. Per i sistemi complessi adattativi non esiste un equilibrio di questo tipo, essi sono in costante evoluzione, pena la loro estinzione. Questa evoluzione è assai probabile che sia una co-evoluzione, ovvero la loro evoluzione è strettamente correlata all'evoluzione di altri sistemi complessi che a loro volta co-evolvono.
Possiamo quindi pensare che la logica della PNL ultima generazione si rivolga verso questo processo co-evolutivo, mantenendo la logica del cambiamento specifico per quanto riguarda alcuni aspetti definiti in termini di ambiente, capacità e comportamento, adottando invece la logica generativa nel momento in cui si pone la questione della co-evoluzione della persona. La logica generativa si colloca necessariamente al margine del caos, tra stabilità e caos, e accetta la non linearità dei propri interventi, ovvero la logica della causalità semplice per cui un evento – attività A determina una conseguenza – risultato B. In questo riconosce le proprietà di sistema adattativo complesso alle persone, riconoscendo in loro la capacità di essere generativi, creativi oltre che sostanzialmente imprevedibili. La PNL di ultima generazione possiamo dire che si interessa di come le persone possono collocarsi più o meno vicine al margine del caos, che spesso chiama 'stato generativo', rendendo sufficientemente ampia e quindi complessa l'interazione mente cognitiva – mente somatica – mente di campo.
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Approfondimenti
- Bateson Gregory [1976], Verso un’ecologia della mente, Adelphi, Milano
- Bocchi Gianluca, Ceruti Mario [1985](a cura di), La sfida della complessità , Feltrinelli, Milano
- Dell F. Paul [1986], “Bateson e Maturana: verso una fondazione biologica delle scienze socialiâ€, www.oikos.org/dell.htm#Conseguenze
- Gilligan Stephan, Dilts Robert [2009], Il risveglio dell'eroe con la PNL, Alessio Roberti Edizioni, Bergamo
- Popper R. Karl [1996], La conoscenza e il problema corpo-mente, Il Mulino, Bologna
- Waldrop Morris Mitchel [1995], Complessità - uomini e idee al confine tra ordine e caos, Instar Libri, Torino
Immagini tratte dal sito www.settemuse.itÂ




Perchè un messaggio comunicativo raggiunga l'interlocutore, perchè un'informazione venga compresa con il minimo di distorsione, perchè un interlocutore ascolti quello che vogliamo dire, perchè un gruppo presti attenzione alle nostre parole è necessario che contenuto e forma della comunicazione siano integrati correttamttamente, possiamo dire possiedano un format efficace.