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A. Bimbo

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Il Counseling Motivazionale con gli adolescenti


Antonio Bimbo,
counselor e trainer del Counseling Motivazionale,
direttore Scuola Italiana di Counseling Motivazionale, sede di Ferrara

Introduzione.

Una professione difficile quella di genitore. E lo diviene ancora di più quando i figli sono adolescenti. Ragazzi in viaggio verso se stessi. Ragazzi che sanno stupire, ferire, perdersi e ritrovarsi a modo loro, che vogliono amore ed essere amati, che sanno pretendere, abbandonare e ricriminare. Ragazzi e ragazze insoddisfatti, curiosi, irriverenti, testardi e diffidenti, vogliosi e timorosi di provare, magari di sbagliare o di farsi abbagliare. Ragazzi, a volte, tristi e disperati, che, quasi sempre, sanno crescere e cambiare.

Le domande ricorrenti che ci pongono molti genitori in situazioni difficili sono:
" "quali sono i motivi del comportamento di nostro figlio?"
" "cosa ci può aiutare?"

Il Counseling Motivazionale.
L'efficacia del Counseling Motivazionale con gli adolescenti si spiega nelle caratteristiche del suo metodo che usa l'ascolto, la riflessività, l'empatia, le domande aperte, lavora sull'ambivalenza, la frattura interiore, l'autoefficacia, evita le dispute e i consigli dell'esperto. Nei nostri interventi abbiamo incontrato anche ragazzi particolarmente silenziosi o distratti. In questi casi le domande aperte non sono sempre sufficienti per avviare il dialogo. Il Counseling Motivazionale, con l'utilizzo dell'ascolto riflessivo, è di particolare aiuto anche per i ragazzi meno loquaci. Naturalmente gli insegnanti, gli animatori o i genitori devono essere preparati a facilitare la relazione con gli adolescenti.
Vediamo qualche esempio, puntando il focus sulla relazione genitori - figli adolescenti.

Stili relazionali che
aumentano le incomprensioni
e i conflitti


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Il Counseling Motivazionale e i Neuroni Specchio
L'ascolto riflessivo come rispecchiamento empatico


Antonio Bimbo* e Maurizio Scaglia**


Avete presente un funambolo? Una corda, metri sopra il vuoto e voi lì, con lo sguardo alla corda e la mente al vuoto, un brivido che attraversa il corpo e lo stesso corpo che si muove, quasi impercettibilmente, con i movimenti dell'uomo sospeso, per evitare la caduta. Perché si può cadere: per davvero o per empatia. La qual cosa è poi il motivo per il quale si va al circo. È stato Adam Smith, economista e filosofo del settecento, a notare il meccanismo d'identificazione, paragonandolo al "piacere di vedere la felicità negli altri".
Chi lavora nel campo della relazione d'aiuto, ha fatto esperienza di situazioni in cui, ad un tratto, la comunicazione con l'altro diviene intuizione immediata, comprensione profonda, capacità di riconoscere nel proprio spazio mentale il significato e il valore di ciò che l'interlocutore porta. E la meraviglia del nostro cliente si esterna dicendo: "Ma lei come fa a sapere questo, mi ha letto nella mente?" ...

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* Antonio Bimbo, Sociologo e supervisore, direttore Scuola Italiana di Counseling Motivazionale, sede di Ferrara, trainer e counselor del Colloquio Motivazionale.
** Maurizio Scaglia, Psicologo e psicoterapeuta, docente Scuola Italiana di Counseling Motivazionale, sede di Genova, trainer del Colloquio Motivazionale.

Neuroni Specchio. La relazione empatica fra scienza, filosofia, arte e cura.

Ferrara, 24 ottobre 2008. Clicca sulla foto per altre Info

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